LIS e FIADDA: amore a prima svista!

 

*LETTERA APERTA*

 

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Ill.mo Presidente

Senatore Andrea Pastore

Sen. Francesco Bevilacqua, Michele Bonatesta, Ida D'Ippolito, Franco Mugnai, Giuseppe Mulas, Lodovico Pace, Riccardo Pedrizzi, Roberto Salerno, Aldo Scarabosio

 

*Oggetto*: DL 736 (Riconoscimento della lingua dei segni italiana - LIS) e DL 927 (Nuove norme per la piena integrazione dei sordi attraverso il riconoscimento della lingua italiana dei segni)

 

La sottoscritta dott.sa Valentina Paoli, Psicologa e Presidente della F.I.A.D.D.A. TOSCANA, in merito aI DL n. 736 e n. 927 per il riconoscimento della Lingua Italiana dei Segni, fa presente:

 

§ Storicamente a livello teorico ed operativo il linguaggio mimico gestuale non ha mai avuto la dignità di lingua.

§ Siamo certi che la modalità comunicativa non verbale dei sordi sia una lingua o non sia un linguaggio mimico –gestuale?

§ Il linguaggio mimico gestuale non è stato “inventato” dai sordi ma dagli udenti.

§ Non esistono studi che mettano in evidenza che la Lingua dei Segni ha le potenzialità comunicative ed informative della lingua orale.

§ Se è vero che la lingua si impara per imitazione, non può che essere imparata in una comunità che la usa.

§ I sordi profondi rappresentano lo 0,4 ‰ della popolazione.

§ I genitori dei sordi sono per il 95% udenti, sicuramente tutti vogliono solo la lingua orale.

§ Tutti i sordi profondi hanno la possibilità di imparare la lingua orale.

§ Non è assolutamente dimostrato che la lingua dei segni agevola l’apprendimento della lingua orale.

§ Non è mai esistito un popolo sordo e quindi neanche una cultura sorda e una lingua dei sordi.

 

Si potrebbe continuare a lungo, queste sono solo alcune osservazioni per invitarvi a riflettere e in merito alle quali potete trovare approfondimenti nel nostro sito http://www.fiadda.org/, in particolare nella sezione “letture”.

 

E’ veramente incredibile e paradossale quello che sta succedendo: da un lato si parla in modo miracolistico dell’impianto cocleare che “ridà” l’udito, dall’altro si inneggia alla lingua dei segni.

 

Credo che il legislatore prima di procedere abbia l’obbligo di approfondire se tali posizioni siano scientifiche o legate a interessi di parte e se esiste, come noi sosteniamo, la possibilità della persona sorda di apprendere “naturalmente” la lingua, perché in tal caso la Legge dovrebbe favorire solo ed esclusivamente questa possibilità, certi che nessuno potrebbe essere contrario.

 

Per quanto riguarda la lingua dei segni sarebbe anche utile che il legislatore avesse conoscenza su dove e come sia possibile impararla se non in Istituti per sordi e se tale obiettivo sia compatibile con la reale integrazione delle persone sorde nella società di tutti che tutti diciamo di volere.

 

Siamo davvero meravigliati, increduli e angosciati nel constatare che nonostante i risultati ottenuti l’ ENS continui a portare avanti una politica da un lato “aggressiva” e di negazione del deficit (la sordità come status, minoranza linguistica, cultura, lingua e popolo sordo, ecc.) dall’altra pietistica (previdenze, handicap gravissimo, benefici e agevolazioni varie).

 

So perfettamente che è una proposta ingenua, ma noi vorremmo invitarvi a passare una giornata a Firenze insieme a tanti giovani sordi (profondi e nati sordi, non diventati sordi a 8/10 anni come molti dirigenti di associazioni di sordi )... staremo insieme a loro e alle loro famiglie (molti sono sposati) pranzeremo insieme e cosi potrete conoscere un’altra realtà e capire che l’handicap più grave delle persone sorde non è la sordità, ma l’assenza della lingua e che le persone sorde desiderano essere “risarcite” per il deficit che hanno non con “pietose elemosine”, ma con provvedimenti idonei per avere pari opportunità per vivere e lavorare insieme a tutti con gli stessi diritti e gli stessi doveri.

 

Spero che queste poche note contribuiscano a farVi riflettere e Vi sollecitino ad approfondire i problemi senza prendere per vere le argomentazioni che si ripetono all’infinito fino a far diventare “dogmi” luoghi comuni e frasi fatte.

 

Prima di procedere forse sarebbe giusto interpellare anche i più o meno giovani sordi profondi, nati sordi e che.. non parlano al telefono, ma che non hanno mai pensato di vivere né con gli udenti né con i sordi, ma semplicemente di vivere insieme a tutti in quanto tutti e prima di tutto siamo persone.

 

Noi siamo qui e attendiamo fiduciosi e disponibili.

 

Cordiali saluti.

Valentina Paoli

Presidente FIADDA TOSCANA


Il contributo di On. Stefano
Bottini

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