Il sordastro bolognese Cav. Roberto Poletti:
"Ciao Gabry, per quel tuo articolo su Mario D'Agata! Ma davvero era sordo? Lui (se sordo) ha potuto gareggiare ufficialmente, ma tu, no? Forse le norme sono cambiate prima che tu cominciassi a gareggiare! Pazienza, ma quante delusioni ed amarezze hai tenuto dentro di te in tutti questi anni!!!Ciao Roby"!
http://www.superman-sordo.it/photoalbum/2006/Filistrucchi/D=Agata/Memoria.php
Come mai ho preferito praticare lo sport del pugilato?
Io, dopo la scuola, nel 1965 fui assunto dalla Provincia di Bologna, ove ho lavorato per oltre 40 anni, e dal primo agosto scorso sono pensionato. Prima di lavorare in Provincia, pensaì di dedicarmi, ripetendo, al mio sport preferito: il pugilato, ma mi dissero che sono esagerato, per loro il duro sport è pericoloso e brutale, ma la boxe mi è piaciuta moltissimo, ero veramente robusto, le mie mani fecero male a tutti, ho imparato a tirare nella palestra “Sempre Avanti” di Bologna con il mio maestro Luciano Mazzacurati, campione dilettante e professionista. Dopo qualche tempo di preparazione atletica con sacrificio sofferto, il mio allenatore aveva chiesto per me, la visita medica sportiva per poter combattere io, ma sfortunatamente la severa legge sportiva non lo permetteva più agli aspiranti pugili non udenti. Ci rimasi io malissimo, piansì disperato e fui depresso per molto tempo; alcuni amici mi hanno aiutato tanto a continuare lo stesso, per farmi contento, ma mi chiesero di andare avanti con gli allenamenti con loro come lo sparring-partner, ma ero sempre scontento e malinconico, mi sono lasciato picchiare a sangue a causa della mia grande grave delusione e mortificazione, finiì anche al tappeto distratto sglogandomi il ginocchio destro che fui ingessato per un mese, poi ho lasciato la palestra tristemente per sempre e non ci tornai mai più, pazienza! Ma ora sto tutto benone, in fran forma che mai.
Ma perchè è cosi? Secondo me la federazione degli arbitri di pugilato, avrebbe fatto vietare inspiegabilmente ai sordi la possibilità di praticare questo sport, per la fatica degli arbitri di chiamare con la mano, visto che i sordi non possono sentire i gong, break, alt, ecc., ma va bene così! Ho cercato di distrarmi inutilmente tutto il mio passato attristato con coraggio per la mia salute, ho provato il sollevamento dei pesi, mi è piaciuto poco, allora ho cambiato sport: il culturismo. Ma ero stancato psicologicamente, la boxe era stata sempre il mio gran chiodo fisso “martellato” nella testa, allora ho smesso completamente e sono ingrassato fino a oltre 100 chili di troppo (prima ne pesavo 75). Oggi sono sposato da 36 anni, sono un felice nonno della mia bellissima e adoratissima nipotina di 6 anni, (si chiama Francesca detta Francy) le sono molto affezionata, è la mia piccola madonnina, anche se la vizio molto male, io come il quarto re dei Re Magi!
Parlo del mio passato, sono stato un grandissimo tifoso, ammiratore, affezionato fedelmente per tutti gli anni di Sandro Mazzinghi fino al suo ritiro ufficiale a 32 anni nel 1970, dopo l’ultimo incontro svoltosi a Bologna, anche con la cattiva manovrabilità della federazione pugilistica italiana. Passati sette anni, io lessi sul giornale che Mazzinghi era di nuovo alla boxe a 39 anni, io rimasi veramente meravigliato e soddisfatto per il suo grande ritorno, dopo le sue numerose richieste alla F.P.I., sotto la guida di suo fratello Guido, già promosso procuratore, ho visto il filmato alla tivù del suo ritorno di boxe, a bordo di ring Mazzinghi ha salutato ed abbracciato Benvenuti. Dopo soli tre incontri tutti vinti, si ritirò ancora prima del 1980, subito dopo la tragedia del povero pugile laziale Angelo Jacopucci, finito distrutto dal micidiale inglese Alan Minter.
Solo la mia immaginazione, se io non fossi sordomuto oppure se la legge sportiva non fosse cambiata, allora cosa sarei io diventato pugile nel futuro, ma non lo so, non lo saprò mai, non ho ancora provato neanche un solo incontro disputato, non si puo dire, secondo me chi altro pugile sia dilettante che professionista può essere campione fra centomila pugili nel mondo con la vittoria o la sfortuna, ma? Chi lo sa? Non si sa mai! Non sapro’ mai la verita’. E’ un vero gran peccato per me!
Credo di ricordare bene, da bambino ignoravo il mondo di sordita’; io prima di scoprirmi che non sentivo, allora i miei buoni nonni mi accompagnavo a Firenze ove abitavo ancora, quasi tutti i giorni mi accompagnavano al cinema, per farmi accontentare, quando guardavo con grande passione ai films, senza sapere il sonoro. Purtroppo, dopo alcuni anni, ho subito capito, che io non ero come gli altri, mi sentii subito mortificato musamente, ma mi sono divertito ugualmente tutto grazie alla scrupolosita’ dei miei famigliari dal cuore d’oro.
Prima di sapere l’era della televisione, nel 1953 io e mia mamma passeggiavano al centro di Firenze, ci siamo fermati sbalorditi davanti al negozio: il televisione, credevo fosse solo un quadro con il film, ho guardato intorno, non era film quadrato! Molte volte mi fermo davanti alla tivu’, più che al cinema, un giorno mio nonno compro’ per me la nuova e primissima televisione!
Spesso guardavo divertito e attento, davanti al tv e al cinema, anche i films sportivi, calcio, automobilismo, pugilato, nuoto, eccetera. Ero un bambino molto curioso darpettutto, la boxe, i pugili con le braccie muscolose, e una sera mia zia, sorella di mio padre, mi invito’ a casa sua, per vedere l’incontro di boxe di Mario D’Agata per il mondiale. Lei mi disse che quel pugile non sente come me, io rimasi molto meravigliato, speravo di divenire anch’io un giorno il pugile come lui, questa era proprio pratica, poi il via, ad esempio, il giovane Sandro Mazzinghi, ha eseguito il pugilato come fece il suo grande fratello Guido, ricordando, ancora molto bene Guido Mazzinghi, che lasciò la boxe con l’enorme onore, per fare l’allenatore-manager di suo fratello Sandro, lo reso “il bombardiere biondo”! Prima che Sandro passasse al professionismo, ebbe una travolgente carriera dilettantistica, con 75 vittorie su 80 incontri!
Anche pure il mio compianto babbo Antonio, che e' stato per primo ammiratore di Guido Mazzinghi, quand'era campione italiano dei pesi medi negli anni 1956-58, e poi piu' tardi, anche ieri ed oggi che io sono sempre fedelissimo affezionato di Sandro dal suo passaggio di professionismo, ed ora che lo sono ancora, e anche il domani infinito!!!!