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Ultim aggiornamento: 15 Marzo, 2007 12:48

 

Parla l'italofilo Vinton Cerf, co-fondatore di internet, Vice Presidente anziano di Google

BRISBANE (AUSTRALIA) - Vinton Cerf -co-fondatore di internet, Vice Presidente anziano di Google e "predicatore" della "Parola" di Internet nel mondo. Non si concede facilmente, e se lo può permettere. L'Associazione Hear and Say  -che con il proprio contributo aiuta bambini nati non udenti a recuperare l'udito- lo scorso 8 marzo lo ha invitato per una colazione al Brisbane Convention and Exhibition Centre, invitandolo a sviluppare il tema di "The internet, infinity and beyond". Il Consolato italiano di Brisbane, guidato da Francesco Capecchi, ha sostenuto l'iniziativa. Ci è sembrato condivisibile, dice Capecchi "l'intento filantropico e riteniamo l'evento una ottima occasione per mostrare il legame fra uno degli uomini più importanti al mondo e il nostro Paese".
Vinton Cerf è un italofilo autentico. "Egli stesso mi ha personalmente espresso la sua viva ammirazione verso la nostra cultura. Proprio l'amore per l'Italia, lo porta spesso nella nostra terra ed in particolare a Torgiano (Perugia) per degustare, come lui stesso mi ha raccontato, gli ottimi vini ed ammirare i famosi 'vinarelli' (dipinti ad acquerello realizzati diluendo il colore nel vino anziché nell'acqua) contenuti nel prestigioso "Museo del Vino", gestito dalla stessa fondazione. E devo dire che il nostro Paese non solo ha ricambiato questo affetto, ma lo ha 'adottandato' per i suoi straordinari meriti di scienziato e ricercatore al servizio dell'umanità. Da ultimo il riconoscimento della laurea honoris causa all'Università di Pisa" racconta il Console Capecchi.

La soddisfazione del Console è visibile: "Siamo rimasti soddisfatti per il successo di pubblico e per il grado di coinvolgimento della Comunità italiana in Brisbane che ha mostrato ancora una volta una grande sensibilità sociale che si aggiunge alla abituale attenzione verso gli eventi di alto livello che si svolgono in questa città".


Signor Vinton Cerf, Lei si concede veramente poco. Questa conferenza è stata di suo gradimento?
Sono il co-fondatore di Internet, vice presidente di Google e Evangelista di Internet. Il mio collegamento con il "Hear and Say Centre" è dato dal doppio impianto cochlear all'orecchio. Andando più a fondo, nessuna delle domande che mi sono state fatte hanno a che fare con il modo in cui interagiamo con la rete, e una delle cose che oggi non facciamo è interagire con la rete a livello sonoro. Se sei cieco e l'unico modo che hai per interagire con le informazioni è parlarci, allora vorresti che Internet fosse accessibile così come se tu utilizzassi una tastiera. Questo non sarebbe solo un beneficio per i non vedenti, ma sarebbe un beneficio anche per gli analfabeti, che sono un numero notevole delle persone che possono sentire e parlare ma che non sanno nè leggere, nè scrivere. Molti dei contenuti di Inernet oggi sono inaccessibili per questi ultimi e uno degli sviluppi che io personalmente auspico, e che non dovete considerare come proprio di Google, è far diventare l'interazione sonora più efficace possibile in aggiunta al point and click che utilizziamo attualmente.

Internet è un mezzo di democratizzazione ma anche di massificazione.
La risposta è si. Alcune persone pensano che standardizzare significhi sopprimere la creatività. Considero questa idea una sciocchezza. La standardizzazione crea opportunità di innovazione; ad esempio, standardizzando il protocollo utilizzato da Internet, ognuno di noi può connettersi alla rete senza avere problemi di compatibilità con gli altri 400 milioni di utenti del sistema. Se vuoi inventare una nuova applicazione, lo standard aiuta la fase di concezione e realizzazione poichè permette ad ognuno di essere parte della rete e "testare" la nuova tecnologia che stai offrendo. Ecco come si spiega il successo riscosso dalle applicazioni peer-to-peer e dalla piattaforma Skype. Il cosiddetto "End-to-End Principle" dice che la rete non conosce le applicazioni che sta supportando. Quindi occorre inventare le applicazioni al vertice della rete. Per questi motivi considero la standardizzazione come un potente strumento per creare interconnessioni e, di conseguenza, per inventare ed innovare. Con riferimento alla democratizzazione, sono convinto che Internet sia una delle tecnologie più democratiche che siano mai state create. E questo conduce a tutte le buone e cattive conseguenze legate alla democratizzazione. Una volta che Internet è diventato accessibile pubblicamente nel 1989, si sono registrati tutti gli effetti collaterali connessi all`utilizzo della tecnologia da parte del grande pubblico. Tutte le cose positive e tutte quelle negative. Considero Internet come uno specchio della società: guardando lo specchio si possono vedere tutte le cose positive e negative delle persone. Naturalmente alcun i soggetti pensano che sia colpa dello specchio, ma a mio parere occorre agire sulle persone se si è preoccupati del modo in cui queste si comportano. Considero la democratizzazione come una forza poderosa e molto interessante, in quanto è permeante e necessita di tempo per mostrare tutti i suoi effetti. Visivamente mi ricorda il Grand Canyon negli Stati Uniti, creatisi su una valle ad opera di un fiume che nel corso di centinaia di milioni di anni scalfi` la roccia creando un enorme voragine. . Guardo a Paesi come la Cina, che si mostrano talmente preoccupati della libera disponibilità di informazioni da ricercare delle modalità per bloccare parte dello scambio informativo. Nel tempo questi tentativi si dimostreranno vani. Credo che la società si debba adattare ed eventualmente debba riconoscere l`utilità di un vasto scambio informativo – così mi trovo ad aspettare l`evoluzione tecnologica e la sua abilità di aprire ciò che altrimenti rimarrebbe off limits. Pazienza e perseveranza sono due grandi valori.

Ci spiega come è nato internet?
Internet è il risultato di un esperimento che ho iniziato nel 1970 e pensavo fosse una sperimentazione di breve periodo. La versione di Internet che state utlizzando oggi fu standardizzata nel 1978, circa 5 anni dopo l'inizio della prima sperimentazione e in quel momento era ancora un esperimento. Ciò che non avevo previsto è che l`esperimento non era destinato a concludersi. La rete era destinata a crescere continuamente nel tempo.

Parliamo di integrazione internet-tv-telefono
Credo che seguendo l'attuale ritmo di crescita del numero di utilizzatori, si possa realisticamente prevedere che Internet avrà 3 miliardi di utilizzatori nel 2010, cioè approssimativamente metà della popolazione mondiale, la gran parte dei quali accederanno alla rete attraverso tecnologie mobili come un Blackberry. Ciò ha riconfigurato nel tempo le modalità attraverso cui le aziende producono i contenuti da condividere in rete; si pensi alla necessità pratica di adattare i contenuti al fine di renderli visibili nei display di cellulari di piccole dimensioni.

Come lo descriverebbe l'uomo nell'era di internet?
Oggi si possono vedere alcuni degli effetti collaterali, che d'altro canto sono normali quando si ha 1 miliardo di persone connesse alla rete. Gli utilizzatori e consumatori delle informazioni sono oggi diventati i principali produttori. Ciò che mi impressiona positivamente è il numero di persone che desiderano condividere informazioni e che non richiedono denaro, ma chiedono semplicemente un riconoscimento o desiderano contribuire con il proprio background culturale. Comunque questo crea un cumulo incredibile di informazioni, spesso di scarso valore. Così ora abbiamo il problema di vagliare quali informazioni sono di valore e quali non, quali sono degne della nostra attenzione e quali non lo sono. Non è un problema del tutto nuovo, è un problema tipico del nostro approccio ai media. Probabilmente la cosa più importante è che si dovrà insegnare ai bambini ad essere critici riguardo le informazioni che stanno acquisendo, tentando di valutare quali sono utili e quali non lo sono.

Cosa ci dobbiamo aspettare da internet nei prossimi anni?
Prima ho citato qualcosa riguardo i telefoni cellulari che utilizzano internet e altri apparecchi mobili che lo utilizzano, questi senz'altro avranno sempre più peso nel futuro. Io penso poi che un altro chiaro sviluppo, al quale sono felice di partecipare, consisterà nell'estendere l'utilizzo di internet anche nel sistema solare, progetto che è già partito nel 1998 con il "Jet propulsion Lab" e che ora continua con la standardizzazione dei protocolli interplanetari. Alcune persone diranno che Cerf è pazzo perchè crede negli alieni e perchè sta costruendo la rete internet interplanetare sperando che qualche alieno la utilizzi: non è assolutamente cosi. Noi vogliamo sostenere l'esplorazione spaziale con delle apparecchiature robotizzate usando dei migliori sistemi di medicazione: al giorno d'oggi abbiamo nello spazio qualcosa che è molto flessibile e che possiamo standardizzare: ciò è proprio internet. Esso ci permette di usare e riutilizzare le risorse rimaste nello spazio dalle precedenti missioni. Noi abbiamo già qualcosa di utilizzabile nell'orbita di Marte.

Il business come è cambiato con l'arrivo di internet e cosa ci si deve aspettare per il domani?
Ho visto questa trasformazione negli ultimi 35 e più anni. Ho 2 pensieri al riguardo: il primo è che, soprattutto dopo che Tim Berners e Lee hanno introdotto il World Wide Web e che esso venne commercializzato dalla Netscape e da Microsoft, hanno innescato un enorme flusso di informazioni nella rete e che nel complesso ciò sia stato positivo. Se tu, come me, quando hai un dubbio trovi risposta su Google puoi capire quanto sia incredibile e quanto sia frequente trovare qualcosa di utile tramite questo processo, e per questa cosa sono molto molto felice. I dottori mi dicono che il paziente è molto informato. Gli studenti sono più abili nel trovare informazioni, sicuramente alcuni barano copiando quello che trovano scritto in rete; gli insegnanti hanno a disposizione degli strumenti per scoprire se gli studenti hanno copiato. Le radici della soluzione di questo problema sono nascoste nella tecnologia. Non sono felice invece nel vedere certo tipo di materiale in rete: materiale come spam, i virus: capisco che alcune di queste cose siano state create per motivi economici da persone che vogliono ricavare del denaro da questi tipi di abusi.

Alessandro Sorbello, della New Realm Media, (nella foto a fianco a sinistra con Cerf)  che ci ha assistito e ha di  fatto organizzato l'evento, "ancora più soddifatto di poter mettere a disposizione del mondo intero questo nostro gioiellino di lavoro. Una copia completa dell`evento in video puo` essere scaricata al seguente URL www.newrealm.com.au ".

Da parte di questo Consolato, dice il Console Francesco Capecchi (nella foto a fianco a destra con Cerf) "c'è attenzione verso qualsiasi even to possa avere una rilevanza per il nostro Paese e siamo disponibili ad ogni collaborazione con Enti, Associazioni italiane o australiane per iniziative che possano promuovere l'immagine del nostro Paese in Queensland e Territori del Nord, una immagine, attuale e dinamica e allo stesso tempo che valorizzi le tradizioni e quell'unicità culturale cui il nome dell'Italia è comunemente legato. Abbiamo in programma altre iniziative che possano mettere in rilievo le numerose 'eccellenze' che il nostro Paese offre".

Intanto Vinton Cerf potrebbe dare una mano al Ministero degli Affari Esteri italiano a farsi promotore di una reale messa in rete del sistema Italia nel mondo. "Credo che Vinton Cerf" dice il Console,  "converrebbe con noi che l'uso della tecnologia dell'informazione e della comunicazione è essenziale per il Ministero degli Affari Esteri, se si considera che abbiamo una rete di 336 sedi estere con 120 Ambasciate, 11 Rappresentanze Permanenti, 116 Uffici consolari, 89 Istituti di Cultura oltre a nuove strutture integrate MAE ICE per il sostegno all'internazionalizzazione. Circa 2/3 del personale del Ministero degli Esteri presta servizio all'estero. Questo rende necessario investire in tecnologia per assicurare comunicazioni rapide, sicure ed economiche all'interno della rete e per fornire efficaci servizi al pubblico italiano ed estero".


Maria Margherita Peracchino/News ITALIA PRESS

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